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Katrina, la natura è ancora in ginocchio
Non solo la città e i suoi abitanti. Ad un anno esatto dal rovinoso passaggio dell’uragano Katrina, l’ambiente naturale attorno a New Orleans stenta a riprendersi. Il mare è entrato nelle paludi, che erano coperte di praterie e boschi, ha spazzato via l’erba e i pesci d’acqua dolce e si è ritirato lasciando sul terreno sale che sta uccidendo i pochi pini sopravvissuti al tremendo urto dell’uragano.
Salici ed aceri rossi sono in gran parte perduti. Insieme agli alberi se ne sono andati gli uccelli che su di essi nidificavano. Hanno sopportato meglio la situazione i centenari cipressi e i tupelo gum. Nelle praterie, specie infestanti hanno preso il posto della vegetazione originaria.
Visoni, procioni, cervi dalla coda bianca, maiali selvatici e tutti gli animali che non sono stati in grado di salvarsi dall’alluvione arrampicandosi su sugli alberi sono stati decimati, e ora si fanno vedere di rado. Prosperano ragni, serpenti, insetti parassiti dei pini e soprattutto gli alligatori, dei quali alcuni hanno raggiunto dimensioni allarmanti.
Scritto da Maria Ferdinanda Piva
[via Foxnews]
da maria
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