Attenzione! Tra qualche giorno l'url di Blogeko diventerà www.blogeko.it
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!

Inquinamento

Un fiume di cromo a Tezze sul Brenta

fiumeQuel che sta emergendo dalle cronache venete è che l’inquinamento da cromo esavalente di Tezze sul Brenta sia un disastro ambientale ancora inespresso e soffocato a livello amministrativo, politico e sanitario. Dall’ultima udienza di uno dei due processi per inquinamento, che si stanno celebrando nelle province di Padova e Vicenza, si è saputo che la falda inquinata avrebbe le proporzioni di un fiume sotterraneo largo un chilometro e lungo dieci. Da dove l’anno scorso, con una barriera idraulica costituita da una mezza dozzina di pompe, sono stati estratti 65 chilogrammi di cromo esavalente. Ancora un’inezia però se si pensa che calcoli ufficiosi ne stimino la presenza di svariate tonnellate.

“Non si può pensare però di scaricare tutte le responsabilità solo su Paolo Zampierin: dov’erano le istituzioni in questi ultimi 30 anni?” ha dichiarato l’avvocato della difesa Tonellotto ai microfoni della trasmissione Report di RAI 3 domenica scorsa anticipando forse le arringhe conclusive del processo.
Secondo la difesa infatti ogni volta che partivano delle indagini per verificare lo stato del sottosuolo prima della gestione Zampierin, arrivati alla Tricom, tutto si fermava. Tricom, ricorda l’avvocato Tonellotto, fondata a quei tempi da Adriano Sgarbossa che aveva come collaboratori Rocco Battistella, allora sindaco di Tezze sul Brenta e oggi assessore allo sport, caccia e affari legali della provincia di Vicenza nonchè Walter Formenton, allora responsabile delle analisi e oggi assessore provinciale all’ambiente.
Altra storia il fatto che nessuno sia ancora andato a vedere come sia oggi la situazione in quei luoghi. Dove, negli anni ‘80-’90, c’erano vere e proprie paludi di cromo tanto che esistono ordinanze comunali che vietavano di buttare cromo in discarica. Palese testimonianza che disfarsi di materiali inquinanti ovunque capitasse, doveva essere un’abitudine ormai consolidata al punto da essere “regolamentata”. Chi può escludere che il disastro ambientale di cui si stanno cercando le responsabilità non provenga da quelle aree che tutti sapevano esistere e che, per legge, le istituzioni dovevano denunciare? Conclude l’avvocato di Zampierin puntando il dito su Comune, Provincia, Regione e Usl. Intanto a Bassano prosegue l’altro processo, partito sempre da Tezze sul Brenta ma con altre vittime, qualche imputato in più e con gli stessi denominatori: cromo e disastro ambientale. Di che portata però, lo sapremo nelle prossime puntate.

[via Gazzettino Vicenza]

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mag  06
26
alle 11:13
da mstramazzo

Ultimo commento:

di m-07/08/06 il 01/1/70

[URL]http://www.mario.ridewithlife.net[/URL] [URL]http://www.denso.linux41.org[/URL] [URL]h...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


2 Commenti to “Un fiume di cromo a Tezze sul Brenta”

  1. multi-04/07/06 dice:

    [URL]http://www.muinais.info[/URL] [URL]http://www.ecoexpo.org[/URL] [URL]http://www.bahbah.info[/URL] [URL]http://www.euditstat.org[/URL] [URL]http://www.linux41.org[/URL]

  2. m-07/08/06 dice:

    [URL]http://www.mario.ridewithlife.net[/URL] [URL]http://www.denso.linux41.org[/URL] [URL]http://www.lyric.theultimateguide.org[/URL] [URL]http://www.firewall.theultimateguide.org[/URL] [URL]http://www.tuttalanotte.info[/URL] [URL]http://www.messenger.ridewithlife.net[/URL]

Lascia un Commento