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Clima, gente più preoccupata dei governi
Da tre giorni mi gira sullo stomaco la conclusione della conferenza sul clima di Nairobi. Chi legge questo blog non ha certo bisogno di una filippica sulla montagna di allarmi – rapporto Stern, eventi climatici estremi, deforestazione… – che ha partorito un topolino così spropositatamente piccolo: la decisione di negoziare dal 2008 un Kyoto bis. Com’è possibile, mi dicevo, che non ci sia un po’ più di sale nelle potenti zucche planetarie?
Il Financial Times mi ha dato la risposta: quella gente non ci rappresenta. O almeno, in materia di clima le politiche dei governi europei non sono in sintonia con ciò che pensa la gente. Secondo un sondaggio pubblicato oggi, oltre i due terzi degli italiani, tedeschi, francesi, spagnoli ed inglesi sono consapevoli della minaccia rappresentata dal cambiamento climatico in corso, e per allontanarla sono disposti a sopportare limitazioni ai loro comportamenti abituali. D’accordo, non vogliono altre tasse, ma non vogliono nemmeno l’energia nucleare – ci pensi Prodi, quando le fa l’occhiolino – e ritengono che i loro governi spendano troppo poco per le energie rinnovabili. Leggi: Nairobi, il cambiamento è in piazza. Foto Flickr.
da maria
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