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La settimana verde: Carruba
Simile al bacello del fagiolo, ma dalle dimensioni maggiori e dal colore brunastro, la carruba è un frutto che dopo aver dato per secoli il suo apporto alimentare a uomini e animali è finito nel dimenticatoio dei ricordi, sacrificato sull’altare del “benessere”. Difficilmente reperibile in commercio, fatti salvo i banchi di frutta secca e candita delle sagre paesane, la carruba è il frutto di un possente sempreverde che può arrivare fino ai 500 anni di età , superare agevolmente i 10 metri di altezza e produrre 2 quintali di frutti per raccolto.
Frutti che sono stati riscoperti dall’industria alimentare attorno agli anni ‘80 per la produzione del “carcao”, succedaneo del cacao a basso contenuto di grassi, del “semolato”, la farina ottenuta dalla polpa, e di un versatile addensante, ottenuto dai semi e usato in pasticceria per biscotti, sciroppi, basi per il gelato e barrette dietetiche. Ottime, queste ultime, per soddisfare la voglia di dolce e di cioccolato senza assumere le notevoli quantità di grassi del tradizionale cioccolato ottenuto dal cacao. Della carruba, infine, una curiosità legata al peso dei semi contenuti nel bacello. Ognuno di loro pesa un quinto di grammo e furono usati per secoli come unità di misura per pesare le pietre preziose che, ancora oggi, si comprano e si vendono a carato. Antica trasposizione araba (qirat) dal greco “kèration” che, appunto, definiva la carruba.
da mstramazzo
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