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Cemento selvaggio a Capo Rizzuto
“La Calabria è purtroppo terra di ecomostri legali o legalizzati” scrive Legambiente “ma è anche una terra dalle potenzialità altissime. Bisogna aiutare la Regione a riaccendere l’attenzione su un fenomeno devastante e dare seguito concreto al dibattito sul futuro del territorio”. In questo contesto merita particolare attenzione il comune di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, dove sono presenti ben 57 costruzioni abusive nell’ambito di un’area marina protetta.
Negli ultimi mesi grazie al maxi blitz della polizia denominato “Isola felice” è emerso che i terreni pubblici venivano occupati illegalmente per costruire le grandi ville dei boss della ‘ndrangheta. Il tutto in zone sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale e senza uno straccio di autorizzazione. La polizia nelle scorse settimane ha messo i sigilli a ben 245 immobili e ha denunciato ben 250 persone per occupazione di suolo pubblico e costruzione abusiva. Quasi la metà degli immobili (113) sono stati sequestrati perché considerati di proprietà di presunti appartenenti alla cosca Arena. Secondo gli inquirenti anche l’abusivismo era diviso per territorio: al clan predominante degli Arena spettava la zona sul mare, quella di maggior pregio. Gli altri dovevano accontentarsi delle zone più periferiche.
Recentemente la Regione Calabria ha dato il via a un progetto, per il quale sono stati stanziati 5 milioni euro, che si chiama Paesaggi & Identità e che si pone l’obiettivo di contrastare lo sviluppo dell’edilizia selvaggia. Nel mirino anche il complesso alberghiero Europaradiso in progetto di costruzione nei pressi della Foce del Neto, in provincia di Crotone.
da emiliano
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