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Caprioli in salsa piemontese
Vinta dalla sentenza del Tar ma non doma, la Regione Piemonte torna alla carica con la caccia e sforna un nuovo provvedimento dai numeri micidiali. Fino a gennaio i cacciatori potranno uccidere addirittura 3.090 caprioli: i famosi caprioli piemontesi la cui bellezza, decantata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, scatenò le polemiche sugli abbattimenti selettivi. Ma non solo i caprioli. Diventeranno arrosti, stufati e salmì anche 140 daini, 67 mufloni, 738 camosci, 340 cervi e 2.960 – diconsi duemilanovecentosessanta – cinghiali. La delibera è della settimana scorsa. Finito il clamore estivo sugli abbattimenti, non risulta che si sia ancora levata una sola voce a difesa di caprioli & C.
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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ottobre 14th, 2006 at 12:28
Ma se i lupi li ammazzano, le linci nn ci sono, altri competitori pure..è ovvio ke devono essere abbattuti.
Il punto magari sta nella modalità in cui vengono individuati e conteggiati gli esemplari: la maggiorparte delle volte, ki conta è lo stesso ke poi andrà a sparare, sono gli stessi cacciatori ke svolgono le due funzioni.
Come al solito in Italia non esiste una reale distinzione tra controllore e controllato.
Le cose dovrebbero palesemente essere separate, ma i voti dei cacciatori ai politici fa gola..insomma è sempre la solita solfa: ki governa il territorio non dovrebbe avere rapporti con la politica xkè le scelte evidentemente vengono condizionate dagli interessi dei gruppi forti ke minacciano di votare x l’uno o x l’altro.
Difficile? impossibile!
saluti
ottobre 14th, 2006 at 12:47
Hai perfettamente ragione: contano i caprioli gli stessi che poi andranno a sparargli. Però i lupi, anche se pochi, ci sono, e ammazzarli è reato, e le linci sono tornate, almeno sul Gran Paradiso. Io personalmente consiglio di essere un po’ meno rassegnati di te nei confronti delle storture partorite da chi ci governa. Ciao!