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Niente Blue Lady per l’India
Dopo la Clemenceau anche la Blue Lady, nave norvegese carica di 900 tonnellate d’amianto, è stata costretta a fare dietro front e ad allontanarsi dal porto di Alang, in India, dove in genere vengono svolte le pericolose pratiche di shipbreaking. La Corte Suprema indiana infatti ha deciso di ascoltare le richieste di Greenpeace che sosteneva che la base di Alang non era dotata delle condizioni necessarie per rimuovere le sostanze tossiche dalla nave senza mettere a serio rischio la salute dei lavoratori e l’ambiente circostante. Smantellare le navi in un paese straniero è inoltre contro la Convenzione di Basilea che vieta di esportare rifiuti tossici in altri paesi. La responsabilità di essi infatti è nelle mani degli stati produttori.
[via Edie]
da emiliano
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