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Bersani taglia e Pecoraro ricuce
Lo ha dichiarato Guido De Zordo, presidente del parco nazionale delle Dolominiti bellunesi, riferendosi al Decreto Bersani. “L’oggetto del provvedimento non è, ne poteva essere, la conservazione della natura del nostro Paese, eppure alcuni articoli, per la loro generica stesura, sono destinati ad influire negativamente sul destino del nostro sistema di aree naturali protette”. Secondo De Zordo infatti, alcuni artcoli nascono con l’obiettivo di eliminare le consulenze inutili, ma finiscono per colpire voci di spesa già ridotte al lumicino dall’azione del Ministro Tremonti. Tra queste rientrano anche le spese per la gestione degli automezzi, del riscaldamento ed altre spese “spicciole” necessarie alla vita dei parchi, come quelle per i materiali di facile consumo e le spese telefoniche.
In particolare De Zordo fa riferimento all’articolo 27 che riduce al 40% – già ridotto al 50% dal precedente Governo – le spese annue per studi, incarichi di consulenze, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza. “Viene spontaneo” afferma il presidente del parco dolomitico “chiedersi come un Ente Pubblico possa fare animazione economica sui territori affidatigli in gestione se non utilizzando strumenti di animazione socio-economica e culturale”. In difesa dei parchi è intervenuto però, prontamente Pecoraro Scanio che ha dichiarato ieri di fronte alla Commissione Ambiente della Camera di aver già parlato della questione con Bersani e di aver chiesto una maggiore flessibilità . Il ministro dell’ambiente sostiene che non dovrebbe esserci opposizione da parte del ministero dell’economia e che è sua intenzione aiutare i parchi e non sottoporli a una vera e propria tagliola. Per un approfondimento leggi Il decreto Bersani blocca gli enti parco.
[via Greenreport]
da emiliano
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