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Bersani e la follia del carbone
Quale sviluppo economico può essere quello che vede il carbone come risorsa energetica del futuro? Ne avevamo già parlato qualche post fa e sembra che il ministro Bersani non abbia cambiato idea. “Abbiamo un problema di sicurezza nazionale energetica” dice “c’é un problema di mix delle fonti e un problema geopolitico”. E come pensa di risolverlo questo problema? Semplice, incentivando al massimo l’utilizzo delle nuove tecnologie del carbone e promuovendo la riconversione delle centrali di Civitavecchia e di Porto Tolle, su cui l’Enel punta ormai da tempo. E infatti alle dichiarazioni di Bersani fa subito eco un noto rappresentante dell’energia nostrana, già condannato per il caso Enel Porto Tolle, nonché amministratore delegato dell’Eni, parlo naturalmente di Paolo Scaroni. Probabilmente entusiasta di sentir proferir tali favelle.
Questo noto personaggio pubblico, già condannato nel 1996 a un anno e quattro mesi di reclusione per le tangenti pagate per gli appalti nelle centrali Enel e attualmente in attesa di giudizio anche per l’accusa di omicidio colposo di nuovo per il caso Enel Porto Tolle, ha detto di essere d’accordo con il ministro rivendicando di essersi battuto in altre vesti come un pazzo per realizzare la centrale di Civitavecchia perché in tutto il mondo l’energia elettrica si fa da carbone e da nucleare.
Ora, non sono certo sorpreso delle dichiarazioni di Scaroni, ma mi rattrista un po’ la poca lungimiranza dimostrata da Bersani. In proposito mi vengono in mente un paio di quesiti importanti da rivolgergli: innanzitutto, chi pagherà le multe alle quali saremo costretti a far fronte nel rispetto del protocollo di Kyoto? Mi viene in mente che l’unica risposta possibile è: noi. Il ministro parla di mix energetico, ma che ruolo ricopriranno le rinnovabili in quest’ambito? Anche per questa domanda credo di avere la risposta, ma temo al solo pensiero di formularla.
da emiliano
Ultimo commento:
di savser il 01/1/70
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luglio 6th, 2006 at 11:09
Condivido al 100%!! Bersani è una vera disgrazia.
agosto 3rd, 2006 at 18:59
E una vergogn per l’italia avere un uomo csi al governo
maggio 20th, 2007 at 03:08
Il problema principale non è pagare la multa o vedere l’ambiente devastato dalla CO2 del “carbone pulito”, ma è morire di tumore per le emissioni di nanoparticelle. Sembra uno scherzo, e invece è la triste realtà : gli scienziati lo sanno, la combustione compressa del carbone produce gas contenenti nanoparticelle di metalli pesanti,che entrano nel lobo olfattorio e nel sangue in 60minuti, sedimentandosi negli organi interni e sviluppando tumori e infezioni sempre mortali, poichè tali metalli sono incompatibili,non espellibili, non filtrabili.
Dimenticano anche di dire che il carbone all’estero ha prodotto migliaia di vittime,e che gli stati cercano i modi per disfarsene,e Enel lo compra a meno e le multe della CEE le paghiamo noi cittadini, mentre funerali e radioterapie non ce le paga nessuno. Però negli spot non si parla mai di “carbone pulito”, già che è realmente “carbone assassino”. Un augurio che non venga mai fatta una centrale a carbone.
luglio 2nd, 2007 at 16:36
Lo sfruttamento del carbone per produrre energia era stato abbandonato mentre costruivo la carpenteria della centrale a carbone di Brindisi e sostituito con il gas. Adesso hanno inventato il termine “Carbone Pulito” come novità ecologica per convincere la gente ad accettarlo con estrema gioia e felicità (date un occhiata al sito ENEL). Approfondendo la tecnologia si rimane di stucco pensando a come scienziati di chiara fama possanno avallare una presentazione del processo estremamente lacunosa proprio nel trattamento del particolato ultrafine e della enorme quantità di anidride carbonica generata. Non capisco se i politici scelgono poi perché la scienza li rassicura.