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Il clima e gli uragani attraverso le foraminifere
Gli eventi catastrofici relativi a uragani e maremoti, particolarmente evidenti quest’anno, hanno posto una serie di nuovi interrogativi ai quali la comunità scientifica sta tentando di dare una risposta. E risposte del genere prevedono studi su lunghi periodi.
Purtroppo, però, i dati precisi di cui disponiamo risalgono solamente agli ultimi 100 anni. Per capire, invece, cosa ci aspetta realmente gli scienziati avrebbero bisogno di conoscere gli avvenimenti metereologici degli ultimi 5000 anni.
In base agli studi di Scott Hippensteel, micropaleontologo dell’università del North Carolina, una risposta al problema ce la forniscono i sedimenti di foraminifere, protozoi marini dal guscio calcareo.
La teoria dello studioso americano si basa sulla capacità degli uragani di scavare i sedimenti di foraminifere che si depositano sul fondo marino e scaraventarli a terra con potenti ondate di marea. Solo in alcuni luoghi, però, il segno di questo passaggio viene preservato. Uno di questi è la zona paludosa del South Carolina dove, Hippensteel e il geologo dell’università del Delaware, Ronald E. Martin, hanno potuto compiere i loro studi scientifici e ricavarne che negli ultimi 1000 anni gli uragani sono stati meno frequenti dei precedenti 2000.
Attualmente gli studi proseguono perché gli scienziati affermano di aver bisogno di più dati per formulare delle ipotesi precise, ma, considerando che veniamo da un periodo di relativa calma (sia ragionado su breve che su lungo periodo), cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?
[via Eurekalert]
da emiliano
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agosto 4th, 2006 at 18:43
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