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Verso il solare organico?
Immaginate degli indumenti per l’inverno che si riscaldano da soli o una tenda da campeggio che, una volta srotolata e montata, permetta non solo di ripararsi dagli agenti atmosferici, ma anche di convertire i raggi solari in energia elettrica, magari per alimentare un sistema di riscaldamento o delle apparecchiature elettroniche. Queste e altre ipotesi potrebbero trasformarsi in realtà appena le ricerche sull’utilizzo di nanotecnologie in questo settore porteranno a risultati migliori di quelli raggiunti dall’università Wake Forest, che un mese fa ha fatto rinascere la speranza di creare cellule fotovoltaiche organiche, speranza accesa l’anno scorso dagli studi compiuti presso l’Istituto di Tecnologia della Georgia. L’uso di materiali organici permette, infatti, la produzione di cellule fotovoltaiche flessibili che possono adattarsi a qualunque superficie. La percentuale di efficienza (rapporto fra luce solare ed energia elettrica prodotta) di questi nuovi materiali, finora portata al 3,4%, potrebbe raggiungere il 5% nel prossimo futuro. Occorre, tuttavia, almeno un 10% di efficienza per considerare validi questi materiali a livello produttivo, visto che quella ottenuta con l’uso del silicio è attualmente del 20-25%, mentre con l’impiego di altri materiali sperimentali si può addirittura superare il 50% (un esempio sono i risultati ottenuti da Honda).
da maria
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