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Il difficile rapporto terra-mare
L’80% dell’inquinamento marino viene dalla terra (fertilizzanti, pesticidi, scarichi industriali e civili), la quantità di pesci diminuisce vertiginosamente, le inondazioni causano ogni anno miliardi di euro di danni e il livello delle acque sale costantemente. Si tratta del disastroso risultato del rapporto compilato dalla UK Environment Agency nel quale si può racchiudere la situazione di tutto il pianeta.
‘I danni provocati annualmente dalle inondazioni’ dicono quelli della EA ‘possono aumentare anche di 10 volte a causa dei cambiamenti climatici’.
Ci vuole al più presto una regolamentazione che tuteli l’ambiente marino nell’ambito, però, di una strategia più ampia di salvaguardia globale dell’ambiente. Una sinergia, quella terra-mare, in assenza della quale si rischia il collasso ecologico.
[via Edie News]
da emiliano
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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novembre 12th, 2005 at 09:51
ma sicuri ke l’inquinamento provenga dai fertilizzanti e dai pesticidi?
x quello ke mi hanno insegnato all’università (facoltà di agraria) la maggior parte dell’inquinamento dei fiumi, e mari di conseguenza, è causato da scarichi abusivi e dalla mancanza o inefficienza dei depuratori, quindi in sostanza dagli scarichi delle industrie e civili.
Bisogna distinguere il tipo di concime:
- azoto: può effettivamente dare inquinamento xkè viene dilavato dal terreno ed andare ad aumentare i nitriti delle falde, xò la buona pratica agricola và a tamponare il fenomeno (si guardano le previsioni meteo e si evita di dare azoto se vengono ppreviste forti precipitazioni..ad esempio)
- fosforo e potassio: sono trattenuti nel terreno e, ameno ke questo non frana, non viene perso
L’inquinamento da fertilizzanti o pesticidi ke tutti quanti dicono in realtà è molto sovrastimata xkè l’agricoltore non ha guadagno a dare concimi in eccesso xkè dopo un tot la coltura non ne assorbe più xkè intervengono altri fattori limitanti (ke nn sto a spiegare) e sul fronte pesticidi quello mi potete trovare d’accordo se consideriamo paesi più poveri, in via di sviluppo (il caso del DDT usato nelle piantagioni di banane)perché negli altri, anke lì c’è ormai una cultura e legislazioni ke tendono a limitare fortemente l’utilizzo di pesticidi (tant’è ke l’agricoltura biologica, ma anke quella integrata introducono il concetto di soglia di danno: non intervengo se non nel caso in cui il parassita è in numero tale da creare un forte danno)
attenzione a far ricadere la colpa sugli agricoltori..poveretti è la classe lavorativa peggio considerata!!
novembre 12th, 2005 at 13:02
probabimente il fatto di riassumere tutto in poche righe spesso non rende merito alla notizia
per questo invito sempre tutti ad approfondire attraverso l’articolo di riferimento
comunque l’EA dice che il l’80% dell’inquinamento dei mari viene da attività umane
il 25% coinvolge quelli che chiamano ‘agricultural chemicals’
ci terrei anch’io a fare una distinzione
hai parlato di ‘agricoltori..poveretti è la classe lavorativa peggio considerata’
questa rischia di diventare come la favoletta che si racconta ai bambini
esistono anche gli agricoltori poveretti, ma l’agricoltura non è solo questo ( e tu lo sai meglio di me se studi agraria)
è vero che in Italia la cultura della mezzadria ha influenzato la suddivisione dei poderi e di conseguenza il metodo di coltivazione, ma in moltissimi casi (è quella l’agricoltura a cui mi riferisco) si tratta di grandi aziende che nulla hanno a che fare con gli agricoltori poveretti
invito tutti a inviarmi dati differenti o segnalazioni
sono pronto a pubblicarli in un post
grazie del contributo
mi fa molto piacere avere un confronto stimolante su temi importanti come questi
ciao
novembre 12th, 2005 at 13:04
per correttezza ho apportato una modifica alla prima voce aggiungendo scarichi industriali e civili
ciao
novembre 13th, 2005 at 11:18
chiaro..non mi riferivo alle grandi aziende ma alle piccole realtà ..il termine poveretti non era inteso come povero di x se, ma della figura ke gli viene costruita attorno:
ignorante, rozzo ecc..
chiaramente esistono realtà diverse di grandi imprenditori, aziende e multinazionali..xò, generalmente, quelle persone non vengono considerate contadini, ma imprenditori.
ora i dati ke hai fornito mi incuriosiscono:
è un discorso globale in cui appunto include paesi più e meno sviluppati
oppure considera solo il sistema Italia?
da quello ke dici tu si direbbe più la prima opzione..cmq il dato rimane allarmante.
secondo me il problema nasce molto più a monte..ma questa è un’altra storia
ti saluto e ti faccio i coplimenti x il blog
novembre 13th, 2005 at 13:32
la UK Enviromental Agency è inglese e il rapporto riguarda le acque della Gran Bretagna, ma credo che la situazione sia abbastanza comune a tutti i mari per quello avevo scritto che poteva essere estendibile a livello globale
ti ringrazio per i complimenti
ciao